Camera oscuraAristotele oltre 300 anni a.C affermava che da un foro praticato su di una parete di un ambiente oscurato, un raggio luminoso proveniente dall’esterno proiettava sulla parete opposta l’immagine capovolta dell’ambiente esterno. Infatti artisti famosi come (Canaletto, Durer) usarono questo procedimento per disegnare i contorni dell’immagine proiettata con notevole precisione prospettica.

Per fissare l’immagine senza doverla ricalcare a mano dobbiamo attendere il 1727 con la dimostrazione sperimentale della sensibilità alla luce del nitrato d’argento rilevata dal Tedesco J.H Schulze.

Nel 1841 l’Inglese William Talbot riuscì a mettere a punto un procedimento che consentiva la stampa di un numero illimitato di copie partendo da un unico negativo. E’ comunque interessante notare che i pionieri di queste nuove tecniche non furono scieziati ma piuttosto artisti.

I fotografi di quei tempi erano costretti a portarsi appresso un carico notevole per svolgere la loro professione, c’era bisogno di un carro dove allestire la fotocamera Charles ChevalierApparecchio smontabile di Charles Chevalier (1840)camera oscura un tre piedi e una fotocamera pesantissima, era indispensabile possedere nozioni di chimica ed ottica e una considerevole abilità manuale per preparare le lastre, senzibilizzarle e svilupparle.

Nel 1884 l’americano George Eastman fabbricò le prime pellicole in rulli da 24 pose e nel 1888 lanciò sul mercato un apparecchio di soli 18 cm di lunghezza che conteneva un caricatore da 100 pose. Dotato di fuoco fisso e una velocità di otturazione da 1/25 sec. dopo l’ultimo scatto l’apparecchio doveva essere mandato alla casa madre la quale provvedeva allo sviluppo e alla ricarica del rotolino. Tutta questa operazione aveva un costo di 25 dollari. Lo slogan con cui questa operazione veniva pubblicizzata era: “Voi premete un bottone noi facciamo il resto” il termine onomatopeico era Kodak divenuto in seguito molto famoso nella storia della fotografia.

Le cronache storiche dell’esposizione mondiale di Parigi del 1900 parlano di una foto di 1,35×2,40 mt. che ritraeva un treno della Alton Railroad Co. di Chicago, la quale fu premiata dalla giuria con la medaglia del Gran Premio Mondiale. Per Scattare questa foto costruirono una macchina fotografica lunga 4 mt del peso di 650 Kg. che usava speciali lastre di vetro del peso di 225 Kg. Fu montata su un carro ferroviario e servivano 16 persone per manovrarla.

Edwin LangEdwin Land (inventore Polaroid)Nel 1947 Il chimico Edwin Herbert Land grazie alle sperimentazioni sulla fotografia istantanea, ovvero la possibilità di sviluppare la foto all’interno della macchina inventò il sistema Polaroid.

Gli studi sulla fotografia elettronica hanno portato nel 1990 alla produzione di macchine fotografiche che registrano su un dischetto magnetico immagini a colori che possono essere viste immediatamente su di un TV o su di un computer.